Si è svolto a Zumarraga (Paesi Baschi) il terzo meeting transnazionale
del Progetto Patti Formativi Territoriali. Dopo la fase della ricerca
e della creazione del modello dintervento si è entrati
nella fase operativa della sperimentazione.
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Gli amici baschi hanno dimostrato ancora una volta la splendida ospitalità
e cordialità che li contraddistingue. Unottima organizzazione
che ha favorito lo svolgimento delle sessioni di lavoro e che ha favorito
la conviavialità e la scoperta di un territorio a volte misconosciuto.
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Formare i decisori: riflessioni di Amarildo Arzuffi, amministratore
delegato dellAssociazione SMILE, sulla rilevanza strategica
della formazione degli attori che operano sul territorio.
I Patti territoriali sono dispositivi regolati per elaborare contenuti
diversi; il territorio informa i contenuti dei Patti. Così
i patti formativi: le caratteristiche precipue del territorio informano
i decisori e delineano i contenuti.
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Dalla fase di ricerca e modellizzazione teorica alla fase di sperimentazione.
Sabrina Capra di Irsea, responsabile della fase di ricerca, ci parla
di quali sono gli elementi discriminanti per la scelta del modello
negoziale. Essi sono stati individuati nella sostenibilità
del Patto, ossia quando esistono le condizioni per poter realizzare
un Patto, sia nel senso di disponibilità sociale a realizzarlo
e di competenze tecniche per metterlo in atto, sia nelle opportunità
per realizzarlo, intese come vantaggi e impatti positivi (in termini
economici, qualitativi, di integrazione).
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Nellambito del progetto Leonardo sui Patti Formativi Territoriali,
dopo la prima fase di ricerca è stata avviata la sperimentazione nellarea
del Patto Territoriale Empedocle, con la partecipazione
attiva dellAgenzia e il coinvolgimento dei soggetti che operano
sul territorio in ambito formativo, imprenditoriale, sindacale nonché
gli enti locali, per procede a ricercare le condizioni per trasformare
le intenzioni nella sottoscrizione di un patto formativo.
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Nel territorio dellAppenino Modenese si può ritenere
conclusa la parte hardware dei Patti, mentre rimane comppletamente
aperta la parte software.
La concertazione negli ultimi due anni si è praticamente arrestata,
producendo sul territorio uno stato conservatore-conservativo. Si
pongono perciò degli interrogativi sia sulla natura di tale
rallentamento, sia sulle prospettive di lavoro e le strade da intraprendere
nellimmediato futuro. (di Giancarlo Spaggiari)
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LECAP, partner svizzero del Progetto Patti Formativi Territoriali,
ha organizzato il 21 Novembre un workshop sul tema: Sviluppo,
formazione & coesione sociale. I Patti territoriali: un modello
per le regioni di montagna?.
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